Centoventimila abitanti e quattro montagne da quattromila metri
Niente province, due lingue ufficiali e settantaquattro comuni.
La Valle d'Aosta è grande come una provincia media e ha meno abitanti di un quartiere di Roma, ma dentro il suo perimetro stanno il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso. È regione a statuto speciale dal 1948, non ha province, e l'italiano e il francese hanno lo stesso valore ufficiale; nelle valli del Lys si parla ancora il titsch dei Walser, arrivati dal Vallese nel Duecento.

Come è fatta
Il disegno è semplice: una valle centrale che scende da Courmayeur a Pont-Saint-Martin per un centinaio di chilometri, e tredici valli laterali che ci si innestano perpendicolari. La centrale è larga, soleggiata e coltivata, con i castelli sui promontori; le laterali salgono strette fino ai duemila metri e oltre, e ognuna finisce contro un massiccio.
Dove stanno i campeggi
I campeggi seguono lo stesso schema: quelli della valle centrale, intorno ad Aosta e a Sarre, servono da base per tutto; quelli delle valli laterali, a Courmayeur, in Val Veny, a Cogne, in Valtournenche, in Val d'Ayas e a Gressoney, stanno già in quota e hanno i sentieri fuori dal cancello. Molti restano aperti anche in inverno, perché qui la stagione è doppia.
Il paese è piccolo, ma le sue montagne sono grandi.
Un modo di dire valdostano, che la carta geografica conferma
Come organizzarsi
Dalla conca di Aosta si raggiunge Courmayeur in quaranta minuti, Cogne in mezz'ora, Cervinia in un'ora, Gressoney in un'ora. Non serve cambiare base: si sceglie una valle per dormire e si fanno le altre in giornata. Le strade delle laterali sono strette e con i tornanti, e con il caravan meglio informarsi prima.
Luglio e agosto sono i mesi dei sentieri in quota e delle funivie aperte; giugno e settembre danno lo stesso paesaggio con meno gente, ma a settembre i rifugi alti cominciano a chiudere. In inverno si viene per sciare, e diversi campeggi lo sanno.