Il Gran Paradiso
Il primo parco nazionale italiano, nato per salvare uno stambecco.
Il Gran Paradiso è alto 4.061 metri ed è l'unico quattromila che sta tutto dentro i confini italiani. Il parco che porta il suo nome copre settantamila ettari fra Valle d'Aosta e Piemonte ed è stato istituito nel 1922, il primo d'Italia: prima era la riserva di caccia di Vittorio Emanuele II, e le mulattiere reali che si percorrono oggi le fece costruire lui.
La ragione per cui il parco esiste è lo stambecco. A metà Ottocento ne restavano meno di cento in tutte le Alpi, tutti qui, e il divieto di caccia del re li salvo: oggi sul territorio del parco ne vivono alcune migliaia, e da questa popolazione sono partite le reintroduzioni in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia.
Le valli
Dal lato valdostano il parco si entra da tre valli. Cogne è la più larga e la più attrezzata, con il Prato di Sant'Orso davanti al paese e Valnontey in fondo; la Valsavarenche è stretta e sale fino a Pont, da dove parte la via normale alla vetta; la Val di Rhemes è la più silenziosa. In tutte e tre ci sono campeggi.
Camminare
I sentieri sono segnati bene e le mulattiere di caccia salgono con pendenza costante, cosa che le rende comode anche per chi non è allenato. La passeggiata più facile è quella in piano da Cogne a Valnontey, un'ora fra i prati; le cascate di Lillaz sono a venti minuti dal parcheggio; il giardino botanico Paradisia, a Valnontey, raccoglie la flora alpina ed è aperto d'estate.
Gli animali si vedono davvero, e non serve fortuna: stambecchi e camosci stanno sopra i duemila metri e al mattino presto scendono a pascolare. Le marmotte fischiano lungo tutti i sentieri, e nel cielo girano le aquile e i gipeti, reintrodotti dagli anni Ottanta.