I castelli della valle
Più di cento fra torri e manieri, su cento chilometri di strada.
La valle centrale è stata per secoli la via obbligata fra la pianura padana e i valichi alpini, e chi la controllava incassava i pedaggi. Da qui la quantità di castelli: se ne contano più di cento fra fortezze, case forti e torri, quasi tutti su un promontorio che guarda la strada, e molti si vedono dall'autostrada senza fermarsi.
Il più fotografato è Fenis, costruito dai Challant nel Trecento con una doppia cinta di mura merlate e un cortile interno con la scala a chiocciola e gli affreschi di scuola internazionale. Non era una fortezza di difesa ma una residenza di rappresentanza, e si capisce guardandolo.
Issogne e gli altri
Issogne, poco distante, è del Quattrocento e sembra più un palazzo che un castello: nel cortile c'è la fontana del melograno, un albero di ferro battuto, e sotto il portico una serie di affreschi che ritraggono le botteghe del tempo, il fornaio, il sarto, il pescivendolo. Verres invece è un cubo di pietra di trenta metri di lato, senza ornamenti, e serviva davvero a difendersi.
Sarre e il forte di Bard
Sarre fu comprato da Vittorio Emanuele II nel 1869 come base di caccia, e le sue sale sono decorate con migliaia di corna di stambecco e di camoscio: è un pezzo di storia dell'Ottocento più che di Medioevo. Il forte di Bard chiude la valle in basso: quello che si vede oggi fu ricostruito dai Savoia fra il 1830 e il 1838, dopo che Napoleone lo aveva fatto demolire, e oggi ospita il Museo delle Alpi.
Si visitano tutti con biglietti separati e hanno orari che cambiano con la stagione; Fenis, Issogne e Verres sono nel giro di venti chilometri e si fanno in una giornata, con Bard nel mezzo o alla fine.